“E corre, corre sempre più forte” ?

Tra il 2008 e il 2014 il reddito pro capite dei lombardi è aumentato di 1.000 euro.

Un numero bel lontano da quello delle altre regioni che costituiscono la locomotiva dell’Europa. In Baviera è aumentato di 7.000 euro, nel Baden Wuttenberg di 9.000, nel Rhone-Alps di 4.000. La Lombardia si è impiantata. Tutta la corona attorno a Milano sta arretrando. Tutti i capoluoghi lombardi registrano una seria perdita di capacità di produzione della ricchezza. A Varese città il pil per abitante è passato da 30.591 euro a 25.479 in sei anni.

La Lega, il centrodestra, Maroni, che governano la regione da 25 anni hanno visto questa lenta decadenza dalle poltrone di governo senza avere una ricetta per arginarla. Come un mantra hanno ripetuto che una maggiore autonomia politica ed ammnistrativa sarebbe stata la soluzione. Domenica 22 ottobre hanno indetto un referendum per avere un mandato per trattare nuovi poteri per avere altri soldi . Ciò che hanno non basta.

Eppure gli enti locali in Italia amministrano complessivamente 240 miliardi di Euro. Un terzo dell’intera spesa pubblica. Dopo l’Inps sono il principale gestore del ricavato delle tasse pagate dai cittadini. I tagli effettuati dallo stato sono stati ampiamente rimpiazzati dalla maggiore autonomia fiscale. Nel 2016 la regione Lombardia ha incassato 4,2 miliardi con l’addizionale Irpef. Nel 2010 ne incassava 1,6. Il Veneto è passato dai 530 milioni del 2010 a 1,7 miliardi. Quando si tratta di mettere le mani in tasca agli italiani regioni ed enti locali non si tirano indietro. Nel 2010 ogni cittadino lombardo pagava 280 euro alla regione con il gettito addizionale Irpef. Nel 2015 la cifra era salita a 702 euro. Questi soldi sono spesi bene? Questi tanti soldi ,perché tra regione e comuni in Lombardia arrivano oltre 40 miliardi sono spesi in modo efficace?.

L’interrogativo non è retorico. Opere come Pedemontana, Brebemi, Bergamo- Lecco ma l’Arcisate Stabio suscitano numerosi interrogativi. Si tratta di opere che hanno rivelato livelli di inefficienza enormi e non hanno risolto i problemi che si prefiggevano. Cioè si tratta di opere sbagliate.

Il problema è proprio questo. Di fronte alla decadenza del sistema lombardo si offre una ricetta, una maggiore autonomia amministrativa i cui effetti positivi sono tutti da dimostrare. Perché la crisi dell’industria lombarda non la si affronta portando tra le competenze della regione la nomina dei giudici di pace, o ventilando la gestione delle politiche sulla immigrazione.

Perché la precarietà occupazionale che caratterizza la vita delle nuove generazioni , la crescente povertà delle famiglie non trova risposta nel traferimento di funzioni da Roma a Milano. Occorrono idee, programmi, ma occorre anche svecchiare la macchina amministrativa. In Italia la spesa dello stato è di 740 miliardi.

Nel 2016 706 sono stati assorbiti dalla spesa corrente. La spending review non è un obbiettivo da commissario nazionale. Deve essere una pratica di una classe dirigente che ha capito che le risorse a disposizione sono tantissime e ha il dovere di non sprecare. Chiedere nuove risorse, nuovi poteri è un modo di nascondere il proprio fallimento. Meglio additare un nuovo nemico che fare i conti con i propri limiti.

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