Referendum di Lombardia e Veneto: una farsa leghista

Il referendum di ottobre promosso da Lombardia e Veneto si configura sempre più come uno strumento di competizione tra le diverse anime della Lega e un’occasione persa per un dibattito serio sul rapporto tra Stato centrale e autonomie locali.

Anzi prevalgono ancora una volta tentazioni di un nuovo sovranismo regionale che sacrifica i Comuni e ripropone vecchie ideologie secessionista. Il tutto peraltro con una proposta referendaria tecnicamente e giuridicamente inefficace e inconcludente rispetto all’attuale quadro normativo. Riteniamo questa proposta referendaria sbagliata perché fondata su un’idea di federalismo competitivo tra le regioni e lontana dalle relazioni di solidarietà economica e sociale prevista dalla nostra costituzione. Per queste ragioni riteniamo incomprensibile e strumentale la scelta di Pd e M5S di pronunciarsi a favore del referendum.

Sinistra Italiana non partecipa a questa farsa e invita i cittadini a NON VOTARE il 22 ottobre, per denunciare i limiti e la strumentalità di questa proposta. C’è però la necessità di utilizzare questa occasione per riaprire una riflessione e una mobilitazione sullo stato di condizione delle autonomie locali massacrate da anni di politiche centrali di austerità che le hanno trasformate in bancomat dei governi aumentando la pressione fiscale locale e riducendo i servizi sociali e le tutele ambientali e del territorio, di cui anche le vicende di totale abbandono in cui si trovano le Province e le Città Metropolitane sono solo l’ultimo esempio. Per questo Sinistra Italiana vuole ricostruire le ragioni di una nuova stagione del protagonismo territoriale e valorizzare tutte quelle esperienze municipali che praticano anche sul piano amministrativo un federalismo democratico e solidale capace di guardare anche ad esperienze nell’ambito europeo come il governo municipale di Barcellona.

A questo proposito Sinistra Italiana esprime tutta la propria contrarietà all’azione autoritaria e repressiva messa in atto dal governo centrale spagnolo in Catalogna e chiede con forza che sia attivata una soluzione diplomatica e politica nella contrastata e contraddittoria vicenda del referendum.

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