Regione Lombardia privatizza anche i malati cronici

Regione Lombardia privatizza anche i malati cronici. Con alcune delibere, neppure discusse in consiglio regionale, modifica le modalità di presa in cura delle persone con malattie croniche. Più di 3 milioni di persone malate, soprattutto persone anziane, saranno affidate a un gestore, che sostituirà il medico di base.

Le oltre 60 patologie croniche previste dal sistema di classificazione del sistema sanitario lombardo, sono state trasformate in “categorie omogenee” con differenti livelli di complessità sulla base dei dati di consumo di farmaci e prestazioni.

A ciascuna categoria è stato collegato un costo omnicomprensivo di tutte le prestazioni necessarie per la gestione della persona malata.

Alle prestazioni si potrà accedere scegliendo un gestore (fra quelli segnalati dalla Regione), che predisporrà il programma di cura e indicherà al cittadino non solo quali esami, visite, interventi, ricoveri potrà svolgere ma anche dove dovrà farli.

Ovviamente il gestore riceve una remunerazione per la sua attività. E se i risultati ottenuti dal gestore sono particolarmente efficaci “in termini di appropriatezza” ed “efficienza economica”, avrà un ulteriore premio in denaro. In parole povere, se il gestore riesce a spendere meno del costo medio previsto dalla Regione Lombardia, ci guadagna. Ci scommettiamo che alcune visite ed esami diventeranno di colpo non poi così necessari?

Ciliegina sulla torta, Maroni interviene in un momento di grandi cambiamenti organizzativi, a seguito della riforma delle ATS e ASST, cambiamenti che hanno lasciato gli stessi operatori nell’incertezza di compiti e competenze.

Per opporsi a una gestione tutta economicista delle persone anziane e disabili con malattie croniche, le più vulnerabili, che tiene conto dei profitti dei gestori e non del diritto alla cura e del rispetto della persona malata, Sinistra Italiana si è mobilitata e si mobiliterà per fare conoscere i contenuti delle scelte di Maroni e Gallera in tutta la Regione.

Anche nella nostra provincia ci sono stati diversi momenti di informazione presso i presidi ospedalieri di Varese, Busto Arsizio, Gallarate e Saronno. E siamo tuttora impegnati nel costruire iniziative e partecipazione su un tema che incide fortemente nella qualità della vita di oltre 3 milioni di persone.

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