Solidarietà e sostegno alla lotta dei lavoratori di Amazon- Origgio.

A CARONNO PERTUSELLA – ORIGGIO I lavoratori addetti alla distribuzione dei prodotti Amazon sono entrati in sciopero bloccando l’uscita dei furgoni. I livelli di sfruttamento e di violazione di qualsiasi diritto del lavoro li hanno spinti a questa lotta.Quando un lavoro si trasforma in una nuova forma di schiavismo ?

Circa due mesi fa, dopo essere venuti in contatto con alcuni lavoratori delle Cooperative addette alla distribuzione dei prodotti Amazon avevamo denunciato con chiarezza la situazione:

“Gli orari di lavoro erano (e lo sono tuttora ) articolati come segue:

Ritrovo al parcheggio ( Via Lura – Caronno Pertusella ) tra le 6.30 e le 6.45
Verifica presenze e distribuzione chiavi furgoni
Tra le 6.45 e le 7.00 spostamento verso il magazzino Amazon   situato a Origgio, distante circa 4 Km
Alle 7.00 entrata al magazzino e attesa per il carico dei pacchi. Tale attesa si protrae normalmente fino ad oltre le 8.

… Dopo il carico si procede con le consegne. Il tempo di consegna è variabile in funzione del numero dei pacchi e della situazione stradale. Comunque nel mese di Dicembre l’orario di ritorno al magazzino Amazon è sempre stato dalle 17 in poi.
Al ritorno in magazzino vengono restituite le borse e il rapporto giornaliero e si torna al parcheggio. Lasciato il furgone si deve tornare al magazzino Amazon a riportare le chiavi.

Si deduce quindi che le ore di lavoro sono tra le 10 e le 12 al giorno… Ma pagate solo 8, e con alcuni escamotage non secondo quanto pattuito 8,41.In busta paga diventano 7,26… E poi neanche i giorni di riposo vengono rispettati…”

(https://sinistraitalianava.com/2017/04/02/la-globalizzazione-abita-ad-origio/)

 Una situazione di nuovo schiavismo, dove diritti acquisiti vengono legalmente o illegalmente cancellati…. Di cosa parliamo quando parliamo di lavoro?

La lotta dei lavoratori di Amazon interessa oggi anche noi perché pone delle domande vere. Ci interroga impietosamente su che senso abbia oggi la parola “lavoro” e ancora di più sui diritti dei lavoratori.Ci dice anche che, per fortuna, c’è ancora un sindacato, che si occupa di questi diritti e che, nello specifico, con la sua iniziativa referendaria per il ripristino della “responsabilità solidale” negli appalti” ha posto un limite al gioco delle “scatole cinesi”: Amazon subappalta un servizio ad una società che a sua volta lo subappalta ad un’altra, di comodo…

E alla fine nessuno risponde più delle più elementari violazioni.

Ci dice anche che alla ricattabilità delle persone si pone un limite quando ci si organizza collettivamente.

Ma ci pone anche un interrogativo più ampio: su come oggi ci vengono imposti modi di consumo on line dove risparmiamo ma siamo tutti più soli e meno responsabili di quel che acquistiamo.

La nostra solidarietà oggi ai lavoratori di AMAZON è anche solidarietà verso noi stessi, come cittadini, come lavoratori e consumatori.   Una società più giusta è una società con meno solitudine, e non può prescindere da questa nostra solidarietà… Questa lotta è la lotta di tutti noi.

NB: sabato 13 cm, nel pomeriggio in piazza Libertà a Saronno, un gazebo con una mostra sul lavoro nella provincia di Varese, a sostegno della lotta dei lavoratori Amazon.

         Sinistra Italiana – Saronnese

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