Il documento politico votato dall’assemblea regionale dei Delegati di Sinistra Italiana.

22 APRILE 2017 CONGRESSO REGIONALE DELLA REGIONE LOMBARDIA

A chi fosse sfuggito, vogliamo ricordare cos’è la Lombardia. Dieci milioni di abitanti. Di cui 1.300.000 stranieri. Sono il 13% della popolazione che arriva al 21% nell’area metropolitana milanese e il 19% a Milano città. Cinquantamila di loro diventano cittadini italiani ogni anno.

In Italia la percentuale di stranieri è l’8.3%. Il PIL lombardo supera i 350 miliardi, è più alto di quello di paesi come il Belgio, l’Austria, la Svezia, il Portogallo, l’Irlanda. E’ il 22% di quello del paese.

Qui ci sono 4.255.821 lavoratori che contribuiscono ai conti Inps, il 21% su scala nazionale. Di loro, 1.377.327 lavorano nell’industria. Circa 900.000 sono lavoratori autonomi.

Qui si eleggono 98 deputati e 49 senatori. Il collegio numero 2 per la Camera elegge, da solo, più deputati dell’intera Emilia Romagna.

Potremmo aggiungere altri numeri per rafforzare il concetto, ma questi sono sufficienti per chiarire che questo è il cuore economico e politico del paese.

Si tratta di un cuore che soffre. Nell’ultimo biennio la Lombardia è tornata a crescere. Piano ma è tornata a crescere, più del resto del paese. Ma l’esclusione e la marginalizzazione che hanno contraddistinto gli anni dal 2008 al 2014 sono proseguite. Il reddito da lavoro cresce, ma solo per il terzo che guadagna più di 26.000 euro l’anno. Per gli altri due terzi prosegue lo scivolamento verso il basso. I disoccupati sono ancora 342.000, il 7,9%.

Tra i giovani, le aspettative sono scese a tal punto che i NEET in questa regione sono il 28%.

La povertà assoluta è ormai un dato stabile per almeno 600.000 persone. Il Banco Alimentare permette di mangiare tutti i giorni a 270.000 di loro.

Fare Sinistra Italiana, in questo che è il cuore del paese, in piena trasformazione, richiede una serie di doti. Anzitutto dobbiamo passare dalla critica al modello neoliberista, critica che trova oggi più ascolto che nel passato, alla proposta. La sofferenza diffusa nei settori popolari, giunta a tal punto da soffocare ogni aspettativa per il futuro, ha bisogno di una sinistra in grado di dare risposte qui ed ora. Ma dobbiamo anche offrire una proposta di società praticabile che faccia sentire questi due terzi esclusi ancora parte di un progetto sociale.

Ricostruire la speranza significa guardare anzitutto a quelle periferie, a quei settori sociali che negano ogni validità della politica oggi o si limitano a volerla punire. Nelle ultime politiche il non voto e il voto a formazioni che intendono liquidare la politica o sostenitrici di una società chiusa, raggiungevano in Lombardia il 52%. Oggi possiamo stimarlo ancora in crescita. Non dobbiamo mai

dimenticare che questa è la patria della Lega, la prima delle forze politiche populiste in Europa.

La Lombardia è anche la sede di pericolosi momenti di incontro e organizzazione delle destre neofasciste europee e italiane. Occorre una risposta politica e istituzionale forte a questo fenomeno.

E’ costitutivo per noi ed essenziale per la democrazia di questo paese porsi il tema della relazione con questa parte della società e lavorare al nostro insediamento in questi settori.

Insediamento vuol dire presenza, capacità di dialogo, capacità di organizzazione. Capacità di risposta ai loro problemi.

Le nostre forze, i nostri attuali iscritti sono inadeguati al compito che ci prefiggiamo. Conforta il fatto che i numeri che abbiamo sono in parte menzogneri. L’attenzione intorno a noi resta alta nonostante i problemi e se vogliamo, la concorrenza. Non solo: la raggiunta unità nel gruppo Parlamentare con i compagni di Possibile ci dice che dobbiamo avviare, qui in Lombardia, un processo aggregativo anche sul territorio. Dobbiamo dare un segnale di unità che rovesci la tendenza disgregativa a sinistra. Se ci riusciamo anche il nostro progetto prenderà quota. Possibile è uno degli interlocutori, ma dobbiamo saper assumere l’universo dell’associazionismo, tradizionale e non, come compagni di avventura. Nel nostro percorso costitutivo abbiamo compiuto una lettura della società odierna, dei meccanismi di esclusione e impoverimento delle masse che ci permettono di tracciare una agenda di ricerca, di dibattito e di lavoro più avanzata rispetto al resto delle forze che vogliono, in qualche modo, rifondare una sinistra.

E’ questa la nostra dote principale. Siamo quindi responsabili di tracciare una agenda di lavoro, dibattito e approfondimento, con cui incalzare il vasto arco di forze che abbiamo invitato a questo nostro congresso.

I congressi Provinciali hanno provveduto ad indicare le priorità. Il congresso Regionale cerca di tracciare un cammino.

Lavoro. Abbiamo circa 50.000 lavoratori in regione in aziende a rischio chiusura. Occuparsene, oltre a portare loro solidarietà, significa aprire un insieme di relazioni per capire quali risposte si debbano dare, quali strade tentare per la salvaguardia di questi posti di lavoro. Costruire relazioni con questi lavoratori per capire, insieme alla CGIL e agli altri sindacati. Per noi significa anche dotarsi di saperi e competenze, sollecitando collaborazioni, coinvolgendo settori intellettuali e corpi intermedi.

L’uberizzazione del sistema dei servizi sta creando un esercito di precariato senza età e senza diritti. Nei mesi scorsi i compagni di Milano hanno preso contatto con una di queste situazioni.

Dobbiamo fare un lavoro a fondo su tutto il territorio regionale. Anche in questo caso si tratta di “prendere contatto” con queste realtà, collaborare con il sindacato, per costruire una rete di salvaguardia per questi lavoratori.

Dobbiamo, infine, fare il punto sul modello economico lombardo. Dobbiamo chiederci come vogliamo orientarlo, come affrontarne i problemi. Con un tema al centro: la produzione di lavoro.

Dobbiamo raccogliere intorno a noi quelle forze intellettuali che hanno elaborato e problematizzato il tema e con loro aprire un dibattito di prospettiva.

Ambiente. Tutti i territori hanno evidenziato nei loro documenti un’urgenza su questo punto.Ciascuno ha la sua specificità, ma alcuni temi sono comuni, come quello della condizione dell’aria.

La crisi economica spinge a porre in secondo piano questo tema. Noi dobbiamo rilanciarlo come una delle opportunità per produrre lavoro. Gli esempi possono essere molti, dobbiamo produrre una piattaforma, insieme alle organizzazioni ambientaliste e ai comitati, per coniugare la difesa dell’ambiente con un’idea diversa di sviluppo e per la produzione di lavoro.

Istituzioni. Quelle che governano il territorio sono sempre meno simbolo di partecipazione. Le Comunità Montane sono opache da sempre. Le Provincie sono sempre meno comprensibili. I Consigli Comunali a corto di risorse e con una dialettica politica ormai al lumicino. La Regione un centro di spesa senza strategia.

In realtà parallelamente alle istituzioni riconosciute dai cittadini, abbiamo avuto la crescita di una nuova filiera istituzionale. Le Fondazioni che governano le banche, ma anche tutte le case di riposo. Le partecipate che sono state via via privatizzate per fare cassa da parte degli enti locali, spogliando così i comuni della possibilità di interventi programmatori e strutturali. Le agenzie che con i soldi pubblici governano la formazione, parte dell’educazione, l’avviamento al lavoro.

La destrutturazione delle istituzioni nate con la Costituzione a favore di una filiera di comando a loro esterno va affrontata e ripensata. La degenerazione affaristica della politica passa soprattutto attraverso questo processo.

Il referendum proposto da Maroni in autunno è l’ennesimo colpo a vuoto di una classe dirigente che maschera le vere pratiche. Per questo dobbiamo contrastarlo anche aprendo immediatamente un confronto con tutte le forze politiche e sociali, per costruire una battaglia unitaria che sconfigga il progetto Maroni.

Sanità. La questione sanitaria deve essere una priorità per la sinistra. Privatizzazione e taglio delle risorse sono i due aspetti dello smantellamento in corso del servizio sanitario nazionale. La Regione Lombardia è da anni in prima linea nella gestione della sanità basata su regole di mercato, privilegiando le strutture private. La prevenzione è stata fortemente penalizzata. E l’Italia si colloca agli ultimi posti per la spesa nella prevenzione.

L’inquinamento atmosferico ha assunto un ruolo rilevante come fattore di rischio sanitario in gran parte della regione. Secondo l’OMS, la Lombardia è una delle zone europee a più alto rischio sanitario per l’inquinamento. Sinistra Italiana deve impegnarsi a promuovere una campagna politica a livello della regione e dei comuni, che renda consapevole l’opinione pubblica dell’attacco in atto al servizio sanitario pubblico, e di conseguenza alla salute, chiedendone il rilancio.

Nei prossimi mesi il dibattito politico si impernierà sulla legge elettorale e sugli schieramenti per le elezioni, sia quelle nazionali che quelle regionali. Dobbiamo evitare di esserne risucchiati finendo triturati nei soliti e ben noti schemi. Dobbiamo tener salda la nostra visione che pone al centro del nostro agire la società e non il posizionamento rispetto al quadro politico. Lo sforzo di collegarci con l’associazionismo, i settori culturali, pezzi di società in affanno, diventano prioritari nel nostro lavoro. Anzi sono la nostra identità.

I documenti provinciali hanno richiamato il tema della sinistra di governo. Noi ambiamo ad esserlo. Vogliamo esserlo. Costruendo uno schieramento che voglia esserlo, facendone parte, facendoci promotori. A partire da scelte che affrontino e rispondano ai problemi dei due terzi esclusi. Sapendo che una società complessa si governa sia da dentro di essa che nelle istituzioni. E che senza essere posizionati in entrambi gli ambiti il nostro progetto sarebbe fallimentare. Con questo orizzonte cerchiamo dei compagni di avventura. Nel radicamento sociale e per il governo del paese.

 

Altri Odg votati:

Odg Vita Indipendente

Odg sui migranti

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