Gli USA intervengono in Siria bombardando.

La guerra diventa sempre più globale, a bombe si risponde con bombe. Meno di 24 ore prima,  il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, intervenuto su Rainews24 affermava:

«C’è bisogno della capacità di ricostruire innanzitutto una mobilitazione dell’opinione pubblica internazionale e delle coscienze di tutti noi, a partire da chi si è impegnato in tutti questi anni nei movimenti pacifisti perché è arrivato davvero il momento di un argine collettivo alle barbarie che stiamo continuando a vedere sui nostri teleschermi».
«C’è poi bisogno – prosegue il segretario di SI – che da parte dell’Europa e delle grandi Nazioni ci sia un’iniziativa adeguata alla situazione perchè da troppo tempo si accumulano morti, sfollati, profughi e tragedie come quella di ieri di fronte alla quale pure le parole sembrano vuote, e perchè non siamo di fronte ad una semplice e terribile guerra civile, ma ad un vero e proprio conflitto mondiale dove tutte le grandi potenze esercitano li’ interessi tra loro contrapposti. Infine – conclude Fratoianni – lo so che non basta e non risolve la tragedia siriana ma i governi europei, a partire da quello italiano, possono decidere una moratoria nella vendita di armi a quei Paesi coinvolti in quel quadrante internazionale, perche’ e’ insopportabile l’ipocrisia: di giorno piangiamo i morti, e poi la sera le cancellerie chiudono un occhio mentre si vendono le armi con cui si uccide».
La rotta balcanica è chiusa per i profughi ma apertissima per le armi. Infatti molte delle armi e munizioni che uccidono nella guerra in Siria e in Yemen vengono dall’Est Europa. Un flusso per un valore di oltre un miliardo di euro negli ultimi quattro anni.
La relazione annuale del governo sull’export militare italiano del 2015 ha registrato un aumento del 200% per le autorizzazioni all’esportazione di armamenti il cui valore complessivo è salito a 7,9 miliardi dai 2,6 del 2014. Boom verso Paesi in guerra, in violazione, attraverso vari escamotage, della legge 185/1990: il volume di vendite autorizzato verso l’Arabia Saudita è salito a 257 milioni dai 163 del 2014: +58%.

(Nicola Fratoianni) -07/04/2017

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