Storie di ordinaria barbarie…

Un caro amico e compagno ci invia dai social questa sua riflessione, tutta da leggere.

” Dunque Fabio Fazio ritiene che guadagnare 0,007 € al secondo; 0.46 € al minuto; 27 € all’ora; 666 € al giorno; 20.000€ al mese;240.000 € all’anno, siano lesive del suo valore di mercato, della sua professionalità, creatività, originalità, della sua dignità di artista.

Per inciso questa cifra la guadagna anche quando dorme, mangia, caga, urina, si masturba, copula o è in vacanza.
Un tecnico alla manutenzione degli impianti fognari, ( lavoro più che utile onde evitare di essere sommersi dalla merda e urina che produciamo quotidianamente) guadagna: 2000 € al mese ( ho abbondato alla grande); 66 € al giorno; 3,80 € all’ora; 0,0050€ al minuto; 0,0008 € al secondo.
Il rapporto tra le due retribuzioni e 1 a 10.
Il rapporto tra quel che avranno 1/3 di poveri assoluti che, riceveranno le briciole di Gentiloni e la retribuzione che a Fazio non basta è 1a 25.
Per gli altri poveri assoluti, il rapporto è 1 a 250.

Il mercato del tecnico fogniario è, ben definito: costi energetici, dei materiali, delle strumentazioni, indicatori economici, contratti, finanziaria, etc. Tutti costi definiti da altri soggetti di mercato. Ma il mercato di Fazio qual’è ?
Quel che decide lui? È’ veramente il migliore? E’ entrato in Rai attraverso un concorso in cui ha dimostrato di esserlo? Si è messo al nastro di partenza, alla pari, con altri 25 che hanno capacità simili? Chi ha deciso la sua posizione di monopolio? O quella di Conte e altri guitti, furbi e creativi come lui?
Quando si parla di Fazio, Minzolin, Verdini, Boschi, Renzi Matteo e Tiziano, abbiamo davanti dei volti con il loro “umano”, mentre il signor Luigi, messo in cassa integrazione e mobilità, è un numero dentro una categoria. Nessuno si fa la domanda se il figlio di Luigi dovrà lasciare l’università e cercarsi un lavoro; Santina, sua moglie, trovare dei lavori di pulizia in qualche famiglia e Patrizia, la figlioletta, domandarsi se può chiedere di comprare il raccoglitore che l’insegnante di terza media ha chiesto.
La politica riconosce il volto, l’umanità, la vita quotidiana di Fazio, ma non quella del signor Luigi.


Impareremo anche, a pensare una politica non costruita su categorie, ma su volti, persone, biografie. Sinora non è stato così.

Nelle civiltà antiche, come in quella greca e romana e in quella moderna e post-moderna, gli esseri umani vengono categorizzati. Fu Alessandro Magno nel discorso di Opis ai veterani, che affermò, tentando di andare oltre le categorie : ” non faccio distinzioni tra gli uomini, non sono interessato alla loro discendenza o alle loro origini. Per me, ogni straniero virtuoso è un Greco e ogni cattivo Greco è peggio di un barbaro.”
Alessandro turbo’ i macedoni perché riconosceva il valore di altre culture e se ne lasciava contaminare. Anche per lui tuttavia, c’erano i greci e i non greci, i cittadini e gli schiavi. I Greci erano la civiltà, l’unità di misura del valore umano. Tra i cittadini vi erano nobili, cavalieri e cittadini e il potere si concentrava tra i primi.
Così fu anche per Roma, nella sua storia millenaria.
Nel Medio Evo il potere si concentrò nelle mani dei nobili e del clero da una parte e i servi della gleba dall’altra. Poi si inserirono i mercanti e coloro che movimentavano il denaro.
Con la rivoluzione industriale , i capitalisti, il proletariato, i proprietari terrieri; i poveri e i ricchi, gli uomini e le donne; omosessuali e eterosessuali, disoccupati, inoccupati, semi occupati, fino all’invenzione della “categoria delle non categorie”: il Gender.
Da una parte vi sono le soggettività invadenti e condizionanti, dei gestori del potere o dei loro cortigiani, e dall’altra categorie di persone senza volto, senza nome, senza storia ne biografia personale.
Se Fazio, l’amico di Saviano, il cortigiano di Renzi, avesse un barlume di coscienza, al mattino, davanti allo specchio, dovrebbe sputare sulla faccia che ha davanti agli occhi.

Si vergogni e se ne vada. Evidentemente ha già guadagnato abbastanza per i prossimi quarant’anni, per se è per la sua famiglia. Comunque i servi, quelli che gettano la loro coscienza sul mercato, non sono mai disoccupati.
E’ populismo, questo? Se serve a prendere le distanze da questa meschinità subumana,sdoganata e legittimata, va bene così!”

Sandro Venturoli

2 Comments

  1. La sinistra come tutti abbiamo imparato negli anni, e’una comunita’ piuttosto strana. Siamo in grado cioe’di “fabbricare” qualche volta leader immeritevoli , qualche volta mostri, e ultimamente in mancanza di leader,divi televisivi.
    Fazio per esempio ,e’diventato divo strapagato grazie anche e soprattutto all’appoggio di una parte consistente del popolo di sinistra che in epoca Berlusconiana pensava ( sbagliando ) di fare l’alternativo al regime guardando il Fazio e la Littizzetto il Sabato sera. Ci siamo cullati nell’idea cioe’, che i due fossero uguali a noi e che provassero come noi disgusto per la societa’ stile Berlusconiana tronfa e grassa, e simpatia per i cittadini meno fortunati: per i salariati da 1500 , 2000 euro al mese.
    Ci sbagliavamo. I due non sono altro che due approfittatori della nostra minchiona ingenuita’.
    E a noi che facciamo notare che 240.000 euro sono un’ enormita’ rispetto ai miserissimi salari e ai miserimissimi reddito da lavoro autonomo, hanno ragione a farcelo notare. A noi minchioni.

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  2. Mi trovo pienamente d’accordo su quanto scritto, e l’articolo su Repubblica mi ha sbigottito proprio per le ragioni sopra esposte. Aggiungo che scritti del genere andrebbero indirizzati ai vari Fassino, Veltroni, Cuperlo, Minniti, ecc….. i quali si sono dimenticati che ci sono anche i deboli da sostenere non solo Renzi.

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