Mafia, Don Ciotti: siamo tutti sbirri. In 25 mila a Locri. Fratoianni: a fianco di Libera e dei sindaci che non chinano la testa

Migliaia di persone in piazza a Locri per ricordare le vittime innocenti della mafia, ma anche, dopo l’ennesima sfida delle cosche, per ribadire una volta di più il no a ogni forma di criminalità e di sopraffazione. E’ la risposta alla sfida che la ‘ndrangheta ha lanciatato allo Stato nelle scorse ore per mano di ignoti, che hanno attaccato il presidente di Libera don Ciotti, promotore della Giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie, vergando con una bomboletta spray su tre muri cittadini scelti non a caso, frasi come “Don Ciotti sbirro, più lavoro meno sbirri”, “Don Ciotti sbirro, siete tutti sbirri”, “Don Ciotti sbirro e più sbirro il Sindaco”.

Ma quelle scritte sono ormai un ricordo stracciato dall’affluenza e dai tanti messaggi di solidarietà che hanno accompagnato questa giornata. Don Ciotti lo ribadisce: «Essere considerato uno sbirro per me è un complimento» E poi: «Siamo qui perché amiamo la vita, per sostenere quella Calabria che non accetta di essere identificata con la `ndrangheta, la massoneria, la corruzione. Oggi tutti ci sentiamo tutti calabresi e ci sentiamo tutti sbirri» . Il fondatore di Libera dal palco richiama tutti alla condivisione sul progetto di cambiamento, «che deve essere unitario». «Siamo qui perché abbiamo un debito con chi è stato assassinato. Non basta più ricordare bisogna far rivivere il nostro impegno, attraverso una società più giusta e più umana».

A Locri anche il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e la deputata Celeste Costantino.  «Le scritte di ieri significano che questa presenza, questa manifestazione di Libera, questo impegno hanno colpito nel segno» ha dichiarato Nicola Fratoianni, «Quando si produce la reazione di chi non vuole attenzione – ha aggiunto – vuol dire che c’è un primo risultato. Paradossalmente è quasi un elemento positivo. Significa che queste giornate a Locri non passano come l’acqua sui vetri. Colpiscono nel segno. Oggi non è una semplice celebrazione, anche se importante, ma e’ l’idea che la memoria è la linfa vitale della lotta quotidiana».

Manifestazioni ed iniziative si sono tenute in tutta Italia. Alle 11.15,nelle diverse manifestazioni è stato letto l’elenco con i nomi di circa 900 vittime delle mafie.

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